La gente del “Ponte” aspettava soltanto che la guerra finisse per poter ricominciare a vivere senza l’incubo che per tanti anni l’aveva costretta in ridotte condizioni di libertà. Prima il fascismo, poi il secondo conflitto mondiale, con il loro carico di disgrazie, avevano lasciato ben poco spazio alla voglia di divertirsi; per troppe volte il paese era stato colpito dai bombardamenti aerei; mine e cannonate avevano completato l’opera di distruzione. Il ponte sul Tevere, le caratteristiche logge, la chiesa parrocchiale, insomma il nucleo originale del paese, vennero irrimediabilmente danneggiati.

 

Ma, finalmente quel tempo di pace tanto agognato arrivò: il 7 maggio 1945 la Germania dichiarò la resa senza condizioni. Ed il desiderio di ripartire, di ricostruire, di svagarsi dimenticando le passate tragedie si manifestò con grande entusiasmo anche tra la popolazione di Ponte San Giovanni.

 

E fu proprio alla fine di quel mese, per l’esattezza il 31 maggio 1945, che un gruppo di giovani ponteggiani decise di dar vita ad una associazione sportiva destinata a divenire successivamente una vera e propria istituzione per il paese: l’Associazione Sportiva “Ponte Vecchio”, in onore e memoria del vecchio ponte  romano sul Tevere distrutto dalle bombe. Tra i soci fondatori possiamo ricordare: Giovanni Bacchi, Alviero Barberini, Alceste Biagetti, Olinto Bianchi, Alfiero Bellini “Meazza”, Antonio Castellini, Dante Cecchini, Antonio Cosmi “Paietta”, Sandro Falcinelli, Oreste Fiorentini, Gerardo Fiorini, Elvio e Aldo Gardi, Antonio Guarducci, Luigi Messini, Mario Minciarelli, Ugo Nottiani, Giuseppe Palazzetti, Aldo Paris, Antonio Prisco, Concezio Rossi, Giocondo Santoni, Antonio Severi, Luigi Vitalesta. Primo impegno della neonata società fu quello di ricostruire, sulle rovine del preesistente “campo delle buche” un nuovo centro di aggregazione per tutti coloro che fossero interessati a praticare sports; il campo delle buche (parte dell’attuale parcheggio del Lido Tevere) era così detto perché prima fungeva da discarica per le famiglie del vicinato che vi scavavano buche e vi seppellivano i pochi rifiuti che allora si producevano. La società chiese ed ottenne dall’amministrazione comunale e dalla Congregazione di Carità la concessione in uso del terreno in questione e dell’area attigua lungo il fiume, per costruirci un campo di calcio. E quindi quel piccolo fazzoletto di terra, ulteriormente degradato dai bombardamenti, divenne il “posto” di lavoro di quei magnifici dirigenti che con sforzi immani ed impensabile dedizione, trasformarono un campo di guerra in un campo di calcio.

La partita di inaugurazione ebbe luogo nel 1946: Ponte Vecchio – Borgo XX Giugno 3-2, da segnalare una doppietta di Pippi, agile attaccante ponteggiano.

Ma la Ponte Vecchio nacque col Ciclismo, sport dominante dell’epoca, quando Bartali e Coppi, Guerra e Binda infiammavano i cuori dell’Italia sportiva. Una maglia a strisce rosse e verdi ed uno stemma circolare al centro raffigurante il vecchio ponte, ecco cosa indossavano Learco Santoni, Andrea Prisco, Silvio Guerciolini, Santorre Menconi, Remo Sabatini,  i primi atleti della Ponte Vecchio. Ottennero grandi risultati, alcuni parteciparono a Giro D’Italia e Tour de France, Remo Sabatini divenne Campione Italiano Indipendenti nel 1951, e grazie a quell’impresa, tuttoggi possiamo fregiarci della banda tricolore accanto al nostro  stemma.

Nel frattempo la società ebbe l’intuizione di sfruttare  lo spazio adiacente il campo sportivo lungo la riva del fiume Tevere; lo valorizzarono trasformandolo in una spiaggia attrezzata con cabine, ombrelloni e mosconi, e realizzarono una “piattaforma” per poter ballare. La piattaforma, in seguito denominata “Lido Tevere” divenne un luogo frequentatissimo sia come spiaggia che come punto di svago per tutti e divenne ben presto il punto di riferimento della maggior parte dei giovani. Il Lido Tevere divenne talmente famoso che vi si esibirono tutti i gruppi emergenti degli anni 60 e 70 tra cui i Pooh, i Camaleonti, l’Equipe 84, Lucio Dalla, i Nomadi ecc…Tra i dirigenti che gestirono quel grande successo ricordiamo: Peppino Rosi, Falcinelli, Armando Bartolini, Fernando Bottaccioli, Gettulio Severi, Carlo Bambagioni, Franco Santucci, Rino Palmerini, Silvano Corbucci, Giancarlo Pacini, Giordano Giorgetti. Gli introiti del Lido Tevere erano la prima fonte di sostentamento per tutta l’attività sportiva della Società.

 

...continua...

 

 

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